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trasferirsi in croazia

Trasferirsi in Croazia: tutte le informazioni utili

In questo report vedremo se conviene trasferirsi in croazia e diverse informazioni utili per l'espatrio.

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Con soli 4 milioni di abitanti e una superficie di 56mila km², la Croazia è una delle mete preferite dagli italiani non soltanto per le vacanze ma anche per trasferirsi.

Il basso costo della vita, la vicinanza all’Italia, una cucina di mare e di terra davvero saporita, molte attrazioni e una lunga tradizione di cultura molto vicino al nostro Paese, rendono la Croazia davvero il posto ideale per chi decide di trasferirsi che per andare a viverci dopo la pensione. La moneta ufficiale è la Kuna che corrisponde a circa 0.13 euro, ma sono comunemente accettati anche euro e dollari, ricevendo però il cambio in moneta locale. Le carte di credito e di debito più diffuse sono accettate in tutti gli esercizi.

La Croazia è una repubblica parlamentare indipendente dopo la dissoluzione della Jugoslavia del 1991.

La Croazia ha lo stesso fuso orario dell’Italia e la lingua ufficiale è il croato, e si parlano anche l’inglese e il tedesco per motivi turistici. L'italiano è molto parlato sia dai residenti che appartengono alla minoranza linguistica italiana che agli italiani venuti qui a vivere.

Questo paese ha una vasta comunità di italiani, grazie anche al fatto che fino alla seconda guerra mondiale molte delle sue città appartenevano all'Italia. In particolare, nelle zone costiere dell’Istria potrete sentire parlare un dialetto molto simile a quello triestino.

Oggi la Croazia è uno dei Paesi più in crescita a livello europeo, e il settore industriale è all'avanguardia con il 95% delle esportazioni. Il settore turistico è davvero molto sviluppato. Basti pensare che il 60% del PIL proviene proprio dal turismo.

Trasferirsi in Croazia: i documenti richiesti

La Croazia fa parte dell'Unione europea, e perciò per trasferirsi qui è necessaria semplicemente la carta d'identità. Per lavorare in Croazia, è necessario poi richiedere il codice fiscale, che si chiama OIB. Questo codice fiscale si può richiedere in poco tempo, e poi è possibile ottenere la residenza permanente in Croazia dopo 6 anni di residenza, e dopo 8 anni si può anche avere la cittadinanza.

Per scegliere di trasferirsi qui, ci sono davvero mille scelte tra le isole l'interno e le deliziose località sulla costa, anche se Zagabria e l’Istria sono le più sviluppate dal punto di vista delle Infrastrutture e dei servizi.

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Il costo della vita in Croazia

Il costo della vita in Croazia è più basso circa del 10% rispetto all’Italia, ma le differenze aumentano in particolare per chi vive nel Nord Italia. In generale, per vivere bene in Croazia bastano €1.000 al mese, per pagare sia l'affitto che altre spese come il cibo e i trasporti.

In Croazia si mangia davvero bene spendendo poco e i prezzi per gli acquisti delle case hanno una media di €1000 al metro quadrato, ma è più conveniente affittare che comprare casa, a meno che non si decida di affittarla per uso turistico. Affittare una casa in Croazia prevede una spesa media di circa 4.000 kune per 90 metri quadri), che corrispondono a circa 540 euro, e i prezzi delle utenze sono simili ai nostri, perché l'energia elettrica costa poco più di una Kuna per kilowattora e il gas intorno alle 0,35 Kuna per kilowattora.

I servizi pubblici in Croazia sono di un buon livello. In particolare, la sanità è pubblica e prevede un assicurazione obbligatoria sia per i lavoratori che per i loro datori di lavoro. Le cure mediche sono molto più basse rispetto all’Italia, ed è utile prevedere un’assicurazione medica privata.

Per chi decide di trasferirsi con la famiglia, è utile sapere che le scuole pubbliche sono gratuite con lezioni di croato per i figli degli stranieri, mentre le scuole private hanno delle rette molto alte. I trasporti pubblici sono economici, Infatti un biglietto dell'autobus a Zagabria costa intorno alle 10 kune e permette di usare anche la funicolare è il tram, mentre il sistema ferroviario è abbastanza economico, è tutta la Croazia ha un ottimo sistema di autostrade, che sono a pagamento. Con il Telepass si risparmia circa il 20%.

Le tasse in Croazia

Le tasse per le persone fisiche sono divise in due scaglioni. Il 24% si applica sui redditi complessivi fino a €28.000 all'anno, mentre per cifre superiori a queste la aliquota e del 36%. ​ Per quanto riguarda le persone giuridiche, le imposte sono del 12% se il fatturato non supera €400.000, e del 18% per gli importi successivi. Come molte altre paesi dell'Unione europea, anche in Croazia c'è un accordo con l'Italia per evitare la doppia imposizione fiscale.

Lavorare in Croazia: gli incentivi del governo

Dato che le quote per i lavoratori dipendenti sono limitate ogni anno e sono richiesti dei curricula molto dettagliati, se non si riesce a farsi assumere si può prendere considerazione la possibilità di investire in questo paese. Se si decide di investire in Croazia, vi sono molti incentivi governativi.

Tra questi, è possibile chiedere un esenzione totale o parziale dalle imposte sui redditi fino a 10 anni, e sono previsti degli incentivi per chi crea nuovi posti di lavoro, e delle esenzioni fiscali per chi sceglie di formare i lavoratori. Esistono possibilità interessanti anche per i microimprenditori, cioè per con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore ai €270.000.

È possibile Inoltre chiedere delle agevolazioni fiscali fino a pagare il 10% delle imposte per 10 anni se le imprese creano almeno 5 posti di lavoro. Per aprire un'attività in Croazia è necessario tenere conto che bisogna avere un capitale minimo di circa €2.500, successivamente sarà utile rivolgersi a uno studio di avvocati che seguirà tutte le pratiche.

In quali settori lavorare in Croazia

Dato che la Croazia ospita almeno 10 milioni di turisti all'anno, il turismo è il principale settore di lavoro. I motivi sono davvero tanti, dalla natura preservata perfettamente, ad un’eredità culturale e storica che comprende anche vestigia romane, fino alle varie zone protette che rendono questo posto davvero unico. Per gli italiani vi sono molte possibilità, proprio perché il turismo italiano è uno dei principali.

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